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Cibi da evitare in allattamento? Una mamma si versa una tazzina di caffè

 

Cibi da evitare in allattamento? La verità su ciliegie, fragole e pesce crudo

Durante i nove mesi di gravidanza la lista dei divieti sembrava infinita: niente sushi, affettati, carne cruda… Ma adesso hai finalmente partorito e puoi tornare a mangiare tutto ciò che vuoi, o forse no? Si possono mangiare le fragole in allattamento? Il pesce crudo è ancora un tabù?  E i kiwi? Gli asparagi cambiano davvero il sapore del latte?

È ora di fare chiarezza una volta per tutte. In questo articolo analizziamo una ad una queste credenze popolari cercando di capire quali sono, se ci sono, i cibi da evitare in allattamento e in quali casi, invece, si tratta solo di falsi miti.

Indice:

Frutta di stagione: posso mangiare ciliegie, fragole e kiwi in allattamento?

Cercando su internet, troverai tantissimi articoli che ti diranno di eliminare completamente ciliegie, kiwi e fragole in allattamento, frutta che, soprattutto con l’arrivo dell’estate riempie le tavole italiane lasciandoti con l’acquolina in bocca. In realtà, si tratta per la maggior parte di credenze popolari tramandate nel corso dei secoli da madre a madre ma che non hanno un reale fondamento scientifico.

Cosa dice quindi la scienza? Le linee guida più recenti del Ministero della Salute e della Società Italiana di Pediatria hanno deliberato: non esistono liste nere degli alimenti da non ingerire durante il periodo dell’allattamento. La paura legata a questi frutti nasce principalmente dal timore di scatenare reazioni allergiche nel neonato o fastidiosi problemi intestinali. Ma è davvero così? Andiamo a vedere cosa c’è di vero, partendo da uno dei dubbi più comuni.

Ciliegie e coliche: c’è correlazione?

Uno dei falsi miti più popolari è che mangiare ciliegie in allattamento possa causare le coliche gassose al neonato, un disturbo molto comune nei primi tre mesi di vita. In realtà, sebbene le cause delle coliche non siano ancora del tutto chiare, gli esperti concordano sul fatto che non siano legate all’alimentazione materna. Per questo motivo, le raccomandazioni restano quelle di seguire una dieta varia ed equilibrata, senza eliminare alimenti in modo categorico se non in presenza di specifiche indicazioni mediche. In questo caso le ciliegie, assunte ovviamente in quantità moderate, rappresentano un ottimo alleato per la mamma in quanto sono ricche di acqua, vitamine C ed E e antiossidanti che aiutano a combattere la stanchezza e reidratarsi.

Fragole e kiwi fanno venire le allergie al neonato?

Un discorso simile riguarda frutti come fragole e kiwi, che la tradizione popolare considera erroneamente “allergizzanti” per il bambino e quindi da evitare durante l’allattamento. In realtà, non esistono evidenze scientifiche che giustifichino questa exclusion: il bambino non si sensibilizza attraverso il latte materno e, al contrario, sappiamo che l’allattamento svolge un’importante funzione protettiva nei confronti delle allergie. Per questo motivo, se la mamma non è allergica a questi alimenti, il loro consumo non comporta rischi per il neonato. Anzi, le società scientifiche di allergologia pediatrica raccomandano di non eliminare fragole, kiwi in allattamento, così come altri alimenti potenzialmente allergizzanti, senza una specifica indicazione medica. Sebbene le allergie non possano essere prevenute con certezza, l’esposizione indiretta attraverso il latte materno può favorire lo sviluppo della tolleranza immunitaria e contribuire a ridurre il rischio di future reazioni allergiche.

Il sapore del latte cambia? Il mito di asparagi, cavoli e spezie

Secondo la tradizione popolare, verdure come asparagi, cavoli, broccoli e cibi particolarmente speziati andrebbero eliminati durante l’allattamento perché in grado di modificare il sapore del latte, rendendolo sgradevole per il neonato.

In realtà, oggigiorno, la scienza propende verso l’esatto contrario. Alcuni studi recenti suggeriscono che il bambino potrebbe rifiutare il latte non per il sapore in sé, ma nel caso in cui la madre cambi drasticamente dieta rispetto a ciò che mangiava in gravidanza. La Società Italiana di Pediatria invita pertanto le neo-mamme ad adottare una dieta tutt’altro che insipida: la varietà di sapori del latte materno è una risorsa preziosa che semplifica la fase di svezzamento, abituando il neonato ad accettare cibi diversi.

Asparagi in allattamento: si possono mangiare?

Tornando quindi al nostro interrogativo sugli asparagi in allattamento, la risposta è assolutamente sì. Lungi dall’essere proibiti, sono tra gli alimenti migliori da consumare in questo periodo perché:

  • Sono ricchi di fibre, utili per il benessere intestinale materno.
  • Apportano ottime quantità di Vitamina A e Vitamina K.
  • Contengono nutrienti che aiutano a stimolare gli ormoni essenziali per la lattazione.

Semaforo rosso per il sushi o via libera?

Come è ben noto, durante la gravidanza il consumo del tanto amato piatto tipico giapponese è da evitare per il rischio di contrarre infezione da Anisakis (Pseudoterrannova Decipiens), Listeria monocytogenes o altri batteri e parassiti, che rappresentano un pericolo sia per la futura mamma il cui sistema immunitario è fisiologicamente meno attivo, che per il feto. Ma sarai contenta di sapere che la situazione adesso cambia!

Gli esperti sono concordi nel ritenere che il consumo di sushi o pesce crudo in allattamento non rappresenti un problema per il bambino, sebbene possa comunque potenzialmente far ammalare la mamma. Ovviamente è sempre importante prendere alcune precauzioni: assicurati della sua provenienza e che, durante la conservazione e la lavorazione, siano stati rispettati adeguati standard igienici prima che arrivi nel tuo piatto. E per quanto riguarda il mercurio? L’unica vera accortezza con il pesce riguarda l’accumulo di metalli pesanti. Anche in allattamento, è consigliabile non esagerare con i pesci predatori di grandi dimensioni (come tonno e pesce spada), preferendo pesci di taglia più piccola (come salmone, alici, sarde o orata), decisamente più sicuri sia per te che per il tuo bimbo.

Ritrova la tua libertà a tavola con Mamashy

Ora che sai che puoi finalmente concederti una bella cena a base di sushi o una macedonia primaverile con le amiche, l’unico ostacolo potrebbe sembrare l’orologio delle poppate. Ma chi ha detto che devi rinunciare a una serata fuori?
Con il tiralatte indossabile Mamashy, puoi estrarre il latte direttamente mentre sei seduta al ristorante, sotto i vestiti e in totale discrezione, senza fili o tubi fastidiosi. Silenzioso ma super efficiente ti permetterà di goderti i momenti più dolci della vita senza rinunce. Goditi la tua libertà, al resto ci pensa Mamashy!

Cibi da evitare in allattamento: cosa c’è di vero?

Se quindi questi cibi hanno superato il via libera durante l’allattamento, questo non significa che non esistano alimenti da evitare durante questa fase, primo fra tutti l’alcol.

Questo, infatti, entra in circolo nel latte già dopo 30-60 minuti dall’ingestione da parte della mamma e persiste per circa due o tre ore, in base a fattori quali ad esempio la gradazione o la quantità assunta. Tuttavia, secondo il Center for Disease Control and Prevention  (CDC), può essere tollerata occasionalmente una quantità moderata di alcol — pari a circa un’unità alcolica al giorno, purché assunta lontano dalla poppata. La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) adotta invece un approccio più prudente, consigliando di non superare due bicchieri di vino a settimana. In generale, la scelta più sicura durante l’allattamento resta comunque quella di limitare il più possibile il consumo di alcol.

Infine, è importante prestare attenzione al consumo di caffeina durante l’allattamento, presente non solo in caffè e tè, ma anche in cioccolato, cacao e alcune bevande gassate. Una piccola quantità di caffeina passa nel latte materno e, se assunta in dosi elevate, può avere un effetto stimolante sul bambino.

Secondo l’EFSA, l’OMS e il CDC, in allattamento è generalmente considerata sicura un’assunzione moderata fino a 200–300 mg di caffeina/die al giorno, pari circa a 2-3 caffè.

Allattare non deve essere sinonimo di privazione, ma un percorso sereno da vivere un passo alla volta. E tu, quale cibo non vedi l’ora di reinserire nella tua dieta?

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